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Questo sito è in continuo aggiornamento grazie all'impegno di volontari impegnati sul fronte della difesa dei diritti civili e della tutela del patrimonio ambientale.
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UNA LEGGE VOLUTA DAL POPOLO
Qui ad Atene noi facciamo così.
Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi:
e per questo viene chiamato democrazia.
Pericle
Discorso agli Ateniesi – 461 a.c.
Vista Maiella
Di chi è l’Abruzzo?
Per noi che ci viviamo e lo amiamo è nostro e basta!
Non è dei politici nè tantomeno di quei funzionari che solerti scodinzolano loro intorno, non è dei cavatori, dei palazzinari ignoranti, degli architetti-fai-da-te, dei realizzatori di discariche di spazzature altrui, dei produttori di energia a spese nostre e delle compagnie petrolifere italiane e straniere che stanno per ultimare il saccheggio della Regione con le loro raffinerie ed i loro pozzi in terra ed in mare.
Non vogliamo consegnare l’Abruzzo alla malavita.
L’Abruzzo ci è stato lasciato in eredità per le generazioni future!
Proteggere il territorio e l’ambiente è un investimento a medio termine, duraturo nel tempo e con ritorni economici esponenziali.
Per tutelarlo servono normative norme e leggi che siano frutto di un percorso di pensiero organico e non dettate dal compromesso e dall’opportunismo.
Non ci vogliamo sostituire ai politici, cui spetta il compito di legiferare, vogliamo dire loro che devono dimostrare a noi elettori cosa sono capaci di fare.
Se non sanno fare noi faremo in modo che scendano, per sempre, dagli scanni della politica.
Le indicazioni che seguono per la promulgazione di una legge organica che difenda il nostro territorio sono puramente indicative e sono il frutto di un lavoro congiunto tra Maria Rita D’Orsogna, Danilo D’Orsogna e gli aderenti al movimento Nuovo Senso Civico.
Commentatela e soprattutto fatela girare tra tutti i politici ed amministratori che conoscete.
PROPOSTA SINTETICA PER LO SVILUPPO DI UN CORPUS LEGIS A TUTELA DEL TERRITORIO ABRUZZESE
  1. Norme sulle concessioni riguardanti le attività di ricerca, di estrazione e di lavorazione di idrocarburi (petrolio e gas) in Abruzzo.
    • Attività OnSHORE.
      Moratoria di almeno 30 anni per la lavorazione del petrolio (anche del bio carburante). Per tutta la moratoria non verranno più rilasciati permessi per industrie legate al comparto petrolchimico, nè per i sondaggi, nè per l’estrazione, nè per la lavorazione del petrolio, nè per la costruzione di oleodotti, nè per la costruzione di impianti di stoccaggio.
    • Attività OffSHORE.
      Assoluto divieto di lavorazione del petrolio sulle piattaforme in mare, tipo desolforazione, a qualunque distanza dalla costa esse siano collocate. La distanza minima dalla costa per le piattaforme deve essere di almeno 20 km (decreto Ronchi in vigore in Veneto); vanno comunque presi accordi e siglate convenzioni con le Nazioni dell’altra sponda dell’Adriatico affinchè le norme non vengano facilmente evase dalle compagnie petrolifere.
    • Royalties.
      Abolizione della franchigia sull’inizio delle attività estrattive; alla regione Abruzzo devono essere riconosciute royalties pari almeno al 40% del valore del petrolio e del gas estratto su tutte le attività, sia vecchie che nuove; i comuni più direttamente coinvolti avranno una parte di queste royalties; i pozzi già in esercizio avranno un aumento programmato del 10% annuo fino al raggiungimento della quota del 40%.  (visto che in Italia aumenta tutto a partire da pane e pasta… ora tocca alle royalties dei petrolieri che pompano – gratis - il nostro mare sin dagli anni ’60!). Anche gli impianti di produzione di bio carburante già in esercizio devono pagare royalties alla regione secondo canoni da definire.
    • ICI.
      Tutte le attività industriali legate al comparto petrolchimico, anche se già esistenti e situate in mare devono riconoscere al Comune su cui incidono l’Imposta relativa agli immobili dediti ad attività industriali.
    • Proventi.
      I proventi delle royalties devono essere utilizzati per incentivare l’uso del solare e dell’eolico e comunque di fonti di energia innovative e alternative a quelle attualmente in uso e non rinnovabili.
    • Tecnologia.
      Gli impianti petroliferi (compresi quelli che producono bio carburante) già in funzione sul territorio devono essere aggiornati all’ultima tecnologia disponibile;
    • Agenzia regionale per il controllo delle attività estrattive.
      La Regione deve controllare con un proprio ente le quantità di petrolio estratto ed il costante rispetto dei limiti delle emissioni: tale Agenzia non deve avere nel suo staff direttivo individui che abbiano avuto rapporti di lavoro e/o di connivenza con gli enti richiedenti e deve comprendere nel suo ufficio di controllo rappresentanti di movimenti e comitati cittadini dediti alla tutela del territorio.
  2. Procedura regionale della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale)
    • Il Governo regionale deve adeguare gli indici delle emissioni di inquinanti a quanto previsto dalle indicazioni dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).
    • Ogni volta che si attiva un processo di VIA, l'ente richiedente – in linea con quanto previsto da Agenda 21, Convenzione di Aarhus, e dalle leggi della Repubblica per facilitare l’accesso dei cittadini alle informazioni ed alle attività di tutela giudiziaria - deve finanziare una campagna informativa sul tipo di insediamento che intende realizzare, il livello occupazionale previsto, le concentrazioni di inquinanti che saranno emessi nell’aria ed i limiti di legge e quanto altro aiuti a meglio comprendere che cosa si intende realizzare. Questa campagna deve essere gestita dall’Agenzia preposta alla tutela dell’Ambiente e con costi posti totalmente a carico dell’Ente richiedente secondo norme applicative da definire.
    • Ogni procedura di VIA deve essere inserita in un sito web in cui è possibile prendere visione dello stato della pratica con tutti i nomi dei referenti coinvolti nel suo sviluppo. Attraverso le stesso sito i cittadini possono esporre e/o denunciare violazioni, sospetti di inquinamento etc.
    • Il processo di VIA deve fare riferimento a dati di inquinamento ambientali e climatici recenti ed a procedure collaudate.
    • Il processo di VIA deve essere condotto da due istituti di ricerca INDIPENDENTI che non siano finanziati, direttamente o indirettamente, dall’ente richiedente.
    • Il processo di VIA deve contenere le stime delle concentrazioni di inquinanti che saranno immessi nell’ambiente. Per evitare stime fasulle e al ribasso, le stime fornite dal VIA sono vincolanti.
    • Il controllo deve essere affidato all’Agenzia regionale preposta e ad enti terzi.
    • Tutte le attività di gestione e di controllo devono comprendere al loro interno rappresentanti di organizzazioni non governative.
    • Tutti i costi riguardanti l’informazione, la procedura di VIA ed i controlli devono essere posti a carico dall’Ente proponente o già attivo sul territorio. In pratica l’ente proponente si confronta solo con l’Agenzia.
    • L’unica sanzione prevista per lo sconfinamento dai limiti di emissione è il sequestro dell’impianto; il dissequestro potrà essere disposto solo dopo l’adeguamento alle prescrizioni imposte.
    • I rappresentanti regionali presso il Parlamento devono farsi promotori di modifiche legislative e procedurali al fine di:
      • consentire la più ampia facoltà possibile per i singoli cittadini e per le associazioni di costituirsi parte civile nei procedimenti penali per reati ambientali;
      • rendere più sollecito il procedimento penale in materia di reati ambientali e adeguarne i tempi di prescrizione al fine di promuovere come deterrente più efficace la certezza della pena;
      • inasprire le pene e le sanzioni previste per reati e contravvenzioni, anche a carico della “manovalanza”.
    • Sulla falsariga di quanto esposto per le attività inerenti l’estrazione e le lavorazioni degli idrocarburi devono essere promosse leggi dettagliate per il buon governo di:
      • attività estrattive (cave);
      • attività di smaltimento dei rifiuti urbani ed industriali;
      • attività urbanistiche ed architettoniche (anche il brutto è una fonte di inquinamento);
      • attività inerenti la produzione ed il trasporto dell’energia.
La auspicabile fine dell’invasione petrolifera dell’Abruzzo deve costituire per la nostra Regione un punto di partenza per progettare e perseguire uno sviluppo duraturo secondo criteri innovativi. Quasi tutte le produzioni industriali possono essere delocalizzate in base a concetti di economia produttiva mentre la salute, la salvaguardia dell’ambiente e la qualità della vita, vera ricchezza del futuro, NO.
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