CONVEGNO PER IL DIRITTO DI DECIDERE SE L’ESPERIMENTO NUCLEARE NEI LABORATORI DEL GRAN SASSO POSSA ESSERE PERMESSO NONOSTANTE GLI ENORMI RISCHI CHE PRODURREBBE.

Convegno Nucleare

COMUNE DI LANCIANO – NUOVO SENSO CIVICO

CONVEGNO PER IL DIRITTO DI DECIDERE SE L’ESPERIMENTO NUCLEARE NEI LABORATORI DEL GRAN SASSO POSSA ESSERE PERMESSO NONOSTANTE GLI ENORMI RISCHI CHE PRODURREBBE.

LANCIANO SABATO 4 NOVEMBRE 2017 ORE 18:00
PALAZZO DEGLI STUDI.

Introduce e modera ALBA BRIGHELLA NSC.
Interviene DAVIDE CAPORALE, Assessore all’Ambiente Comune di Lanciamo
Relatori: AUGUSTO DE SANCTIS, FORUM H2O
CARLO SPERA NSC, autore ed editore di volumi e documentari che si occupano di tematiche sociali, con particolare attenzione alle conseguenze degli incidenti nucleari.
Tra le tante iniziative editoriali ricordiamo in particolare: Behind the Urals. The nightmare before Chernobyl. Viaggio a Mayak, un territorio da sempre utilizzato come pattumiera nucleare.

L’Abruzzo sarà teatro di un esperimento unico al mondo all’interno dei Laboratori del Gran Sasso. L’unicità dell’esperimento si rende tale anche per via dei rischi che si correranno. L’esperimento detto SOX (Short distance neutrino Oscillations with boreXino), in cerca di conferme o smentite sulle “anomalie dei neutrini”, prevede infatti l’arrivo di una potente sorgente radioattiva di Cerio 144, proveniente da combustibile radioattivo di un reattore nucleare russo, incapsulata in un sarcofago di tungsteno spesso 19 cm, trasportata dal sito nucleare di Mayak fin dentro il nostro Gran Sasso. Nonostante le rassicurazioni del Presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) l’esperimento suscita forti perplessità per il fatto che le contaminazioni radioattive hanno durate millenarie, con conseguenze disastrose per la salute. La perplessità poi si trasforma in inquietudine se si considera che l’opinione pubblica è a conoscenza di questo esperimento non per effetto di comunicazioni istituzionali, per quanto tardive, ma grazie al lavoro di indagine delle associazioni. I cittadini che bevono l’acqua del Gran Sasso e tutti gli abruzzesi in generale dovrebbero fidarsi a occhi chiusi degli scienziati e delle istituzioni, che li hanno tenuti fuori dalle decisioni sull’esperimento, ormai prossimo alla realizzazione, senza neanche il diritto di obiettare parola. Eppure di questioni da sollevare ce ne sono.

1) Il rischio sismico dell’area, con l’aggravante che dentro i laboratori del Gran Sasso corre una faglia che se generasse una dislocazione come quella avvenuta sul monte Vettore potrebbe provocare problemi enormi con conseguenze a cui sarebbe impossibile porre rimedio.
2) L’art.94 del decreto 152/2006 impone il divieto di stoccaggio di sostanze radioattive anche schermate nell’intorno di una captazione idropotabile.
3) I laboratori del Gran Sasso sono già adesso classificati come impianti a Rischio di Incidente Rilevante (RIR) per lo stoccaggio di 2.300 ton di sostanze pericolose e infiammabili, condizione che con l’aggiunta dell’esperimento Sox, incrementa i rischi di un effetto domino dagli effetti imprevedibili.
4) L’esperimento utilizzerà una sorgente radioattiva con un quarto della potenza emessa nell’Oceano da Fukushima.
5) I laboratori del Gran Sasso non possono essere definiti sicuri dopo la fuoriuscita di diclorometano dell’agosto 2016 che hanno inquinato l’acquedotto e dopo l’incidente con il Trimetilbenzene del 2002 che portò alla scoperta che i laboratori operavano senza autorizzazioni.
6) Un esperimento così delicato e rischioso è stato tenuto ben lontano dagli occhi dei cittadini senza considerare l’opportunità di una consultazione pubblica dalla quale, sulla base di un confronto scientifico serio, venisse fuori il “parere” dei tanti abruzzesi che bevono l’acqua del Gran Sasso, ai quali non può essere negato il diritto di partecipare a decisioni così importanti per la propria salute.
7) La ricerca, utile a garantire il benessere umano, non può spingersi oltre il limite che mette a repentaglio quel benessere, rischiando di trasformarlo in un inferno sulla terra.
Questi alcuni degli spunti di riflessione che verranno approfonditi nel convegno che si terrà a Lanciano sabato 4 novembre alle ore 18,00 presso il Palazzo degli Studi in Corso Trento e Trieste, relatori Augusto De Sanctis e Carlo Spera.

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