AUTOCOMBUSTIONE DI UN PARTITO – COLPI DI CODA SOTTO LE CENERI

RenziDalfyCalenda

AUTOCOMBUSTIONE DI UN PARTITO

COLPI DI CODA SOTTO LE CENERI

Al PD la lezione presa il 4 marzo scorso non è bastata.

E’ sufficiente guardare i provvedimenti approvati il 16 marzo dal Governo Gentiloni e quindi dal Governo PD.

Un vero “insulto” per i cittadini italiani ed una stretta di mano ai poteri forti.
Forse quanto accaduto nelle stanze di Palazzo Chigi negli ultimi anni potrebbe suggerire la scrittura di un racconto dal titolo : Società s.p.a. al Governo della Repubblica.

Magari qualcuno ne scriverà, chissà.
Al di là della letteratura, che non consola, purtroppo agli Italiani non rimane che guardare alla storia.

Quello che è accaduto ieri è la cartina di tornasole di una situazione che tante volte abbiamo denunciato.
Il PD sui temi ambientali va in un’unica direzione.
Nessuna tutela per le popolazioni. Nessuna attenzione per i processi virtuosi in materia di rifiuti ed energia. Sacrificio dei beni comuni.

Queste le coordinate del percorso fatto in questi anni dai Governi a guida del PD, che ancora oggi sventola orgoglioso l’approvazione dello Sblocca Italia.
Ed allora basta con le indulgenze. Basta con le analisi storiche. Basta con le parole.
Non servono. Ci sono solo i fatti.

Quello che ha deliberato ieri un Governo ormai “scaduto” ne è la conferma piena.
Non si tratta infatti di una sola iniziativa.

Basti dire che, prima di tutto, ha approvato il Testo Unico in materie di foreste che, come denunciato dal mondo accademico e da tante associazioni, da un lato ha cancellato il concetto di salvaguardia dei boschi e dall’altro ha di fatto destinato all’incenerimento molta parte del patrimonio forestale.
Infischiandosene di tutela della biodiversità, del paesaggio, del Capitale Naturale. Infischiandosene di un intero ecosistema. Infischiandosene persino della salute dei cittadini.

Come se non bastasse, nella stessa seduta ha approvato il superamento del dissenso della Regione Puglia per l’adeguamento delle strutture logistiche della raffineria di Taranto. Tradotto : raffinerie e petrolio contano di più della tutela dei cittadini. Tanto che valgono quei quattro disgraziati condannati a vivere tra la Puglia e la Basilicata? In fondo è pure meridione !

Tutto qui ?
E no. Un regalo importante è arrivato anche agli abruzzesi.
Il Governo ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale la Legge della Regione Abruzzo che contiene l’adeguamento del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti.

Va detto che impugnare una legge della regione non costituisce un obbligo, ma solo una scelta che il governo può fare se ritiene che vi sia una violazione delle competenze dello Stato. Si tratta di una libera decisione che il Governo può adottare.
Ed allora perchè scegliere di farlo?
Non crediamo proprio per rispetto della Carta Costituzionale, visto il tentativo di stracciarla il 4 dicembre del 2016 con quella Riforma bocciata dagli Italiani.

Ed allora perchè impugnare il Piano ? Nel comunicato si legge che “varie norme riguardanti il piano regionale di gestione dei rifiuti e la capacità complessiva di trattamento di rifiuti degli impianti di incenerimento, eccedono dalle competenze regionali”.
Ovvero ? Ovvero il Piano non prevede inceneritori.

Si tratta di un provvedimento sul quale si lavora da dieci anni, avviato dal governo regionale di centro destra di Chiodi ed integrato ed anche migliorato nel corso di questa legislatura regionale.
Un Piano che ha visto il coinvolgimento di portatori di interessi generali, grazie anche al lavoro svolto dal Sottosegretario Mazzocca.

Un Piano che ha avuto ampia condivisione politica. Che ha visto dialogare il mondo ambientalista ed il mondo delle imprese con le istituzioni.
Pur se perfettibile, si tratta di uno strumento importante perchè chiude la porta agli inceneritori.
Una legge buona, scritta in attuazione delle stesse direttive comunitarie, che poteva anche essere “imitata” da altre regioni.
Un modello che poteva essere diffuso e condiviso. Insomma per qualcuno una vera minaccia.

Tutto questo deve aver scatenato davvero tante preoccupazioni in chi lucra sul sistema dell’incenerimento dei rifiuti.
Va detto, però, che in questo il PD ha mostrato anche grande coerenza.

D’altra parte incenerire sembra essere la parola d’ordine di questo partito.
Incenerire biomasse ricavate dai boschi.

Incenerire rifiuti che oggi, come in gran parte dell’Abruzzo, vengono destinati al recupero della materia.
Incenerire persino gli ideali.
Questa la strada maestra scelta da questa politica.
Che importanza hanno i cittadini, la qualità dell’aria, la loro salute ?
Nessuna. Conta il profitto di qualcuno.

Legittima sarà pure la decisione di chiedere alla Corte Costituzionale di verificare la legge ma tutto conferma anche un altro aspetto. Il PD, nonostante il 4 marzo, non ha nessuna intenzione di guardare ad un modello di sviluppo che si possa dire davvero sostenibile. Che metta al centro la gente, la tutela dell’ambiente, la salute dei cittadini.
A questo governo il parere ed il peso dei territori, l’espressione delle regioni è pari a zero.
Delle persone, delle loro vite, delle loro sofferenza, della loro sicurezza, del loro ambiente non interessa nulla.

Il 16 marzo è stata persa l’ennesima occasione per dimostrare di avere rispetto degli interessi veri, autentici delle comunità. Il 16 marzo il PD ha definitivamente confermato di essere il rappresentante indiscusso di alcuni interessi economici.
Ed in tutto questo i parlamentari abruzzesi eletti nelle file del PD, D’Alfonso, D’Alessandro, Pezzopane, che in ogni dove hanno dichiarato che il loro impegno sarebbe stato quello di portare e tutelare l’interesse degli abruzzesi a Roma, cosa facevano ?
Finiti i festeggiamenti e le bollicine francesi com’è che non sono stati in grado di tutelare una propria legge davanti al proprio Governo ?

A questo punto non vogliamo neppure le risposte.

Al PD ed al governo sua espressione, non diamo nessuna speranza, è destinato a soccombere, anzi ad incenerire.

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