AL REFERENDUM VOTIAMO NO ANCHE PER FERMARE GLI INCENERITORI.

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E’ triste notizia di queste ore la decisione del Governo Renzi di imporre un inceneritore di rifiuti anche all’Abruzzo nonostante la volontà manifestata in tutti i modi dalla popolazione e dalle istituzioni regionali di rifiutare questi impianti deleteri per la salute delle persone e compromettenti per le economie locali.

Già questo la dice lunga sulla vocazione democratica di ascolto del primo ministro.

Nelle stesse ore lo stesso Governo ratifica l’Accordo di Parigi (COP 21) collegato alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, adottato a Parigi il 12 dicembre 2015.

Cioè da un lato si fa sfoggio del sostegno ad un trattato che tende a ridurre dtasticamente le emissioni dei gas serra in atmosfera per tentare di scongiurare i disastri derivanti dai cambiamenti climatici e dall’altro si incentivano gli inceneritori che sono tra i primi responsabili di queste alterazioni e dell’inquinamento dell’aria in generale.

Quando si dice la coerenza…(a cui in realtà il premier ci ha purtoppo abituato).

Cosa c’entra adesso il Referendum Costituzionale in questa vicenda?

C’entra tantissimo perché con la prevista modifica del Titolo Quinto della Costituzione (quello che riguarda le autonomie locali, Regione, Province e Comuni) Il Governo centrale avoca a sé tutta una serie di decisioni tra le quali quelle riguardanti l’energia, cancellando l’intesa con le Regioni e di fatto annullando ogni confronto con il livello locale in modo che sarà quasi impossibile opporsi alle scelte calate dall’alto che incidono pesantemente e negativamente sulla qualità della vita di ognuno di noi.

Se questa (contro)riforma che speriamo non passerà fosse entrata in vigore prima della vicenda Ombrina, probabilmente staremmo qui a leccarci le ferite.

E’ questo un aspetto negativo non trascurabile di un tentativo di modifica confuso, raffazzonato e contraddittorio che come tratto distintivo ha sicuramente l’accentramento autoritario delle scelte e la riduzione netta degli spazi di autonomia, di partecipazione e di confronto a livello locale.

In una parola una perdita secca di democrazia.

Naturalmente ci mobiliteremo al massimo e con tutte le nostre forze perché questo schiaffo inferto all’Abruzzo venga respinto al mittente con l’inceneritore annesso, ma un primo passo fondamentale per bloccare anche questa pessima operazione è quello di VOTARE NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE e di attivarsi perchè le tante ragioni di questa opposizione vengano comprese da tutti.

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