UN NUOVO INCENERITORE A LANCIANO, QUESTA VOLTA PER PNEUMATICI: E’ PAZZESCO! INTERVENGA SUBITO LA POLITICA A DIFENDERCI, COM’E’ SUO DOVERE.

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La pessima notizia è questa: è stata presentata al Comune di Lanciano la richiesta per l’installazione nella zona industriale di Cerratina di un “impianto per il recupero di pneumatici fuori uso attraverso un processo di Pirolisi” che consiste nella decomposizione di una sostanza organica per mezzo del calore.  

Le parole, come si sa, sono importanti ma spesso ingannevoli. La Comunità Europea ha più volte diffidato l’Italia a non definire “termovalorizzatori” quello che sono in realtà: inceneritori.   L’agenzia di Protezione Ambientale degli USA e quella dell’Unione Europea classificano gli stabilimenti di pirolisi dei rifiuti come “Inceneritori”.

Si tratta di un impianto analogo a quello ancora più imponente proposto tra Lanciano e Sant’Eusanio del Sangro contro il quale ci stiamo battendo insieme alle popolazioni locali totalmente ostili alla sua realizzazione.

Al di là di tutte le relazioni interessate, le terminologie edulcorate e i nomi delle società proponenti evocativi di chissà quali benefici ambientali sappiamo bene, per lunga esperienza, che tali impianti non portano alcun beneficio alle Comunità ospitanti sia perché provocano un inquinamento dannoso alla salute di tutti e sia perché interferiscono in maniera pesantemente negativa sulle attività economiche sane e sul valore di beni e proprietà.

Non esistono sistemi e tecnologie capaci di abbattere completamente le emissioni inquinanti nocive alla salute. Senza dilungarci oltre nell’appofondimento degli aspetti tecnici lanciamo una sfida alla società proponente: dimostri che la realizzazione del suo impianto migliorerà la qualità dell’aria e della vita in genere della Comunità ospitante, come impongono specifiche Direttive della Comunità Europea recepite dall’Italia ad esempio nel caso dell’aria.

Non sappiamo se essere più allibiti o infuriati: stiamo lottando aspramente da anni insieme alle popolazioni locali per combattere gli impianti inquinanti che ci stanno assediando dal sansificio e centrale a biomasse di Treglio (attualmente sotto sequestro) all’essiccatore di Poggiofiorito (anch’esso già precedentemente sequestrato), dal mega inceneritore di rifiuti speciali diSant’Eusanio in Val di Sangro (sotto procedura VIA), alle centrali a biogas di Villa Pasquini (in funzione) o di Santa Maria Imbaro (sventata), e questo strazio non si arresta mai.

Non ne possiamo più! Non siamo carne da macello da arrostire sulla graticola.

I nostri politici ed amministratori locali, a cominciare dai Sindaci, hanno il dovere sancito dalla Legge di difendere per primi la salute ed il benessere dei loro concittadini. La Legge impone loro di non permettere il peggioramento della qualità dell’aria che respiriamo, oltre naturalmente all’acqua ed ai cibi che vengono irrimediabilmente contaminati dalle polveri sottili emesse in atmosfera. E poi c’è il micidiale effetto cumulo tra tutte le fonti inquinanti che innesca un danno ben maggiore rispetto alla semplice somma delle singole emissioni.

Tutti i candidati e le forze politiche che si propongono di amministrare Lanciano nei prossimi anni devono dire una parola chiara e inequivocabile su questa vicenda indicando e praticando azioni efficaci per scongiurare il pericolo: non tollereremo, e con noi l’intera Comunità Frentana, scarichi di responsabilità o atteggiamenti sfuggenti e contraddittori.

Lanciano e il suo comprensorio, con i recenti sviluppi nel campo della raccolta differenziata e del riuso e valorizzazione (non “termo”) dei rifiuti, sta dimostrando  in maniera esemplare come questa strada, alternativa a qualsiasi tipo di incenerimento o “termovalorizzazione”, sia quella più sana e proficua sotto ogni punto di vista per l’intera Società.

Ai decisori politici l’onere e l’onore di difendere questo percorso virtuoso da tutti gli attacchi dettati solo ed esclusivamente da interessi di profitto privato totalmente incompatibili con quelli pubblici.

 

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